venerdì 18 aprile 2008
un passo avanti
Il Difensore Civico comunale, con nota prot. 13 D.C./08 del 9 aprile, ha ritenuto fondato il ricorso del Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore per ottenere copia dei documenti relativi all’attività estrattiva in corso, detenuti dal Settore Ambiente del Comune di L’Aquila.
Si attende ora una determinazione di questo Settore dell’amministrazione comunale, il cui atteggiamento ha sinora impedito una trasparente conoscenza e valutazione della realtà estrattiva e dei pro e contro della sua prosecuzione.
Nel frattempo il Comitato ha interessato della vicenda direttamente il Sindaco, l’Assessore alla Partecipazione ed il Presidente del Consiglio Comunale, sottolineando la mancata consultazione degli interessati e l’assenza di ogni minima valutazione del complessivo impatto ambientale e socioeconomico dell’attività estrattiva.
Agli organi politici della nuova Amministrazione, quale segno concreto di attenzione alle istanze del Comitato, è stata chiesta la revoca della deliberazione consiliare n. 41 del 26 febbraio 2007. Si tratta della deliberazione che – in maniera del tutto immotivata - ha valutato positivamente il mutamento di destinazione di ulteriori 10 ha di terre civiche per una nuova cava fronteggiante l’abitato.
In sostanza una moratoria sull’ampliamento dell’attività estrattiva, rinviando la valutazione alla definizione degli opportuni strumenti di pianificazione e regolazione (verifica demaniale, piano cave regionale, p.r.g. comunale, definizione dell’area contigua al PNGSL) e subordinandola alla compiuta valutazione degli impatti prodottisi e futuri ed al consenso delle popolazioni.
venerdì 14 marzo 2008
dialogo si, ma nella chiarezza

Pescomaggiore, 13 marzo ’08
Dopo aver nei mesi scorsi richiesto invano chiarezza sulle attività estrattive in corso nel territorio frazionale al Comune di L’Aquila, che quei terreni amministra per conto della comunità pescolana, il Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore si è rivolto direttamente all’impresa privata utilizzatrice della cava.
Riscontrando una proposta di dialogo informalmente avanzata dall’impresa privata il Comitato ha posto come condizioni il carattere pubblico del dialogo e la preliminare conoscenza condivisa di tutte le informazioni rilevanti per assicurare la simmetria del confronto e per procedere ad un’analisi costi benefici e degli impatti ambientali.
A questo fine ha chiesto all’impresa estrattiva un annuncio congiunto dell’avvio del dialogo e di mettere a disposizione del Comitato, anche per la divulgazione ai frazionisti ed al pubblico, le informazioni ed i documenti relativi allo stato attuale dell’attività estrattiva, come sviluppatasi in oltre un trentennio, ed alle progettualità di sviluppo del sito.
Contemporaneamente, sulla base delle risultanze delle prime ricerche d’archivio, il Comitato ha chiesto un incontro all’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Paganica e S. Gregorio per ridefinire il confine tra i terreni gestiti da quest’ultima e le terre civiche di Pescomaggiore.
Ad un primo esame, infatti, lo stato attuale non risulta conforme ai confini storicamente documentati tra le due odierne frazioni del Comune di L’Aquila.
Della problematica sono stati interessate per debita conoscenza anche le Autorità competenti in materia.
Con l’occasione il Comitato comunica la propria adesione alla manifestazione regionale di sabato 15 marzo convocata a Pescara per l’Emergenza Ambiente Abruzzo.
COMITATO PER LA RINASCITA
DI PESCOMAGGIORE
domenica 17 febbraio 2008
lunedì 11 febbraio 2008
il punto e la domanda
Si è invece incontrato l'ostacolo dell'apparato amministrativo del Comune di L'Aquila, detentore di gran parte delle informazioni rilevanti.
Limitatamente all'accesso alla documentazione relativa all'attività estrattiva, è stato interessato il Difensore Civico comunale, la cui decisione è attesa entro la fine del mese.
In questo senso il Comitato solleciterà nei prossimi giorni l'Assessore comunale alla Partecipazione.
Nel territorio sono stati presi contatti con il circolo aquilano di Lega Ambiente, con il Comitato Salviamo La Valle, sorto nella vicina S. Demetrio per controllare le locali destinazioni estrattive, e con il foglio Il Martello del Fucino, animatore del dibattito sulle nuove cave di Pescina (la già cara Fontamara).
In questo contesto appare un segno positivo la posizione assunta dall'impresa privata concessionaria della cava.
Va precisato che, almeno per le terre civiche, gli interessi dell'imprenditore privato sono subordinati all'interesse della comunità d'incolato, che non può di certo espropriarsi per attività estrattive.
Rimane l'apertura di dialogo cui bisogna fornire una risposta.
La scelta della risposta ha carattere strategico per il processo di Rinascita.
Per compierla il Comitato intende promuovere la partecipazione alla decisione di una più ampia comunità elettiva di simpatizzanti e sostenitori, estendendo la consultazione al di là dei 58 sottoscrittori originari.
Per questo ti invito a rispondere al sondaggio proposto.
domenica 10 febbraio 2008
la lettera di Zugaro

Dunque in relazione all'aspetto amministrativo e procedimentale ognuno di noi ha evidenziato al Comune i propri interessi , perché possa decidere in merito.
Ritengo — però — che tale aspetto non possa esaurire la discussione in quanto è mia convinzione Che tra le ragioni aziendali e produttive e la salvaguardia dell'ambiente non debba necessariamente sussistere scontro da concludersi con la vittoria di un solo.
Questa possibilità di convivenza tra queste due diverse ragioni è affidata alla comprensione delle diverse esigenze e , quindi, al dialogo.
Io, nella mia veste di imprenditore , sono favorevole ad iniziare tale dialogo e, per questo, Vi richiedo un incontro.
Colgo l'occasione per inviare i miei saluti ed auguri.
chiarezza sulle cave / 2
Chiarezza sulle cave a Pescomaggiore – parte seconda
Il Comitato si rivolge al Difensore Civico
Pescomaggiore, 1 febbraio '08.
Il Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore nel mese di dicembre ha depositato, presso il Settore Ambiente del Comune di L’Aquila, proprie osservazioni in opposizione all'ennesimo mutamento di destinazione di terre civiche di Pescomaggiore per concederle ad attività estrattiva senza la minima valutazione dei costi e dei benefici per la collettività.
Nell’occasione ha richiesto al medesimo ufficio comunale l’accesso ai documenti amministrativi relativi all’attività estrattiva in esercizio ed in particolare agli ampliamenti progressivi succedutisi nel corso dell’ultimo decennio.
Un passaggio indispensabile per l’avvio di un processo cognitivo e valutativo condiviso sulla realtà estrattiva e sui pro ed i contro della sua prosecuzione.
Eppure il competente Settore non solo non ha assentito l’accesso, ma nemmeno ha ritenuto di formulare le proprie ragioni, rimanendo per sessanta giorni in un silenzio imbarazzante.
Se si ricorda anche che la scelta dell’avvio del procedimento di mutamento di destinazione di terre civiche frazionali è, in assenza di un’apposita Amministrazione Separata, di esclusiva competenza e volontà comunale, allora l’imbarazzo si trasforma in inquietudine.
Non trovando da solo un’esaustiva ragione, il Comitato si è rivolto in data odierna al Difensore Civico per ottenere l’accesso alla documentazione amministrativa ed ha interessato della vicenda la competente Procura della Repubblica. Nell’attesa degli esiti il Comitato procederà nell’acquisizione di informazioni utili presso le altre autorità competenti.
chiarezza sulle cave a Pescomaggiore
chiarezza sulle cave a Pescomaggiore
Pescomaggiore, 3 dicembre '07.
Il Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore, costituitosi nel settembre scorso, ha presentato ai sensi dell'art. 6 L.R. 25/88, le proprie osservazioni avverse all'ennesimo mutamento di destinazione di terre civiche di Pescomaggiore ad attività estrattiva.
Si tratta di interventi definiti “accessori” all'attività già in essere ed a quella programmata, ma che risultano “sospetti”.
Una delle critiche mosse è proprio quella che lo “spezzettamento” nell'esame dei mutamenti di destinazione configura una mancanza di trasparenza e l'impossibilità di oggettive valutazioni rispetto ad un progetto di sfruttamento unitario su cui sinora non è stata svolta alcuna valutazione di impatto.
Il Comitato ricorda che l'attività estrattiva avrebbe dovuto cessare fin dal 2006, con il rispristino ambientale dei luoghi, mentre per ampliamenti progressivi l'attività rimarrà in esercizio fin oltre il 2020, pregiudicando ogni altra ipotesi di sviluppo dell'abitato, già escluso dal Parco per esigenze militari.
Nella decisione dello sviluppo dell'area la comunità di Pescomaggiore è stata privata di informazioni e di voce, sebbene la legge consenta un mutamento di destinazione di terre civiche solo ove rappresenti un reale beneficio per la generalità degli abitanti.
Questi abitanti, che a Pescomaggiore sono 40 e nell'estate salgono a circa il triplo, sono tutti indistintamente soggetti ai rilevanti impatti negativi dell'attività estrattiva, sia per la notevole pericolosità della viabilità di accesso alla frazione (la S.P. N° 103) che per l'inefficiente abbattimento in sito delle polveri di escavazione e lavorazione che invadono la strada, i terreni circostanti e lo stesso abitato, con riduzione dei valori immobiliari e menomazione delle potenzialità di sviluppo turistico, anche per l'indiscutibile disvalore visivo costituito dalla demolizione di un'intera montagna con definitiva alterazione del paesaggio.
É giunto il momento di fare chiarezza sul presente e sul futuro delle attività estrattive nell'area, così come sulla gestione delle connesse risorse finanziarie: le terre civiche devono concedersi ad un valore che partendo da quello di mercato incameri anche quello d'uso collettivo ed i proventi devono destinarsi ad investimenti nell'interesse della frazione, meglio se nel dominio collettivo civico.Per cominciare il Comitato ha suggerito l'esigenza di un controllo ispettivo sull'attività in essere per come ad oggi svolta, con verifica dell'attuale condizione del fronte di cava rispetto all'area autorizzata, ed un riesame della complessiva prospettiva dell'attività estrattiva nell'area.
venerdì 1 febbraio 2008
la nascita
COMUNICATO
Pescomaggiore, 28 settembre '07.
Si è costituito nei giorni scorsi il Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore.
Nato dalla spontanea iniziativa di residenti, oriundi e proprietari di immobili.
Si pone finalità di utilità generale di promozione sociale, culturale, ambientale ed economica dell’abitato di Pescomaggiore e del territorio circostante la piccola frazione (oggi appena 40 residenti) del Comune di L'Aquila.
Si fonda su una lettura “aperta” della comunità frazionale, inclusiva degli oriundi emigrati, dei proprietari o possessori di immobili, come dei lavoratori nel territorio frazionale.
Il miglioramento della qualità della vita e lo sviluppo umano nella comunità verranno perseguiti mediante attività
di recupero e valorizzazione del patrimonio storico-culturale del centro abitato, del paesaggio e dell’ambiente;
di promozione delle attività agricole tradizionali e del turismo sostenibile;
di vigilanza sulla gestione dei beni e delle risorse, ambientali e finanziari, comunitari;
di tutela dei diritti civili, individuali e collettivi, dei compaesani nonché degli interessi collettivi e diffusi riferibili alla comunità materiale e spirituale della frazione di Pescomaggiore.
Le azioni prioritarie del Comitato per il primo anno saranno:
1) verifica dell'impatto dell'attività estrattiva nelle località Forma, Serra e Valle Carbonara;
2) partecipazione alla pianificazione ed agli interventi pubblici di interesse della frazione;
3) inventario del patrimonio ambientale e storico-culturale e del demanio universale;
Il Comitato non gode di sovvenzioni pubbliche, opera con lavoro volontario e non persegue finalità di lucro.
Informazioni personali
- nonmicavo
- COMITATO PER LA RINASCITA DI PESCOMAGGIORE c.f. 93041270666 L.go L. Tenco, MAP – fraz. Pescomaggiore – 67100 L'AQUILA sede provvisoria










