mai più senza di noi
luogo di comunic / azione "omnia sunt communia"
Comune di L'Aquila
Settore Ambiente
sede
Comune di L'Aquila
Settore Patrimonio
sede
oggetto: nota di nuovo deposito – manifestazione d'interesse - richiesta accesso
Preg.mo Settore
nella sopravvvenuta incertezza in ordine alla corretta collazione delle osservazioni ex art. 6 L.R. 25/88 già depositate il 30.11 u.s. con il prot. Comune di L'Aquila n. 49984, si effettua nuovo deposito delle osservazioni mosse, quale residente in Pescomaggiore e Presidente del Comitato per la rinascita di Pescomaggiore, alla proposta di mutamento di destinazione di terre civiche di Pescomaggiore e Paganica in favore di ZUGARO Guido S.a.s. per attività estrattiva (NCT Camarda Fg. 84, NCT Paganica Fgg. 21 e 22). L'occasione è propizia per illustrare che il Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore si è costituito nel mese di settembre, per spontanea iniziativa di residenti, oriundi e proprietari di immobili nel piccolo centro abitato alle pendici del Gran Sasso sin dal XII° secolo. Il Comitato, ai sensi dell'art. 39 c.c., si pone finalità di utilità generale di promozione sociale, culturale, ambientale ed economica dell’abitato di Pescomaggiore e del territorio circostante anche attraverso la vigilanza sulla gestione dei beni e delle risorse, ambientali e finanziari, comunitari e la tutela dei diritti civili, individuali e collettivi, dei compaesani nonché degli interessi collettivi e diffusi riferibili alla comunità materiale e spirituale della frazione di Pescomaggiore.Per il perseguimento delle finalità dichiarate il Comitato intende manifestare per il futuro l'interesse ad essere informato di ed a partecipare a procedimenti ed attività di competenza di Codesta Autorità aventi effetti diretti ed indiretti sul territorio storico della frazione e sui diritti e gli interessi della comunità di riferimento e degli organizzatori del Comitato.In particolare, per l'anno 2007-2008 il Comitato ha quali azioni prioritarie: la verifica dell'impatto dell'attività estrattiva nelle località Forma, Serra e Valle Carbonara, coltivate per oltre cinque secoli da chi ci ha preceduto nell'appartenenza a Pescomaggiore; la partecipazione alla pianificazione ed agli interventi pubblici di interesse della frazione, in primo luogo il completamento dell'impianto fognario e la revisione del Piano Regolatore; l'inventario del patrimonio ambientale e storico-culturale e del demanio universale con la ricognizione delle terre civiche e delle risorse finanziarie disponibili per investimenti a vantaggio della generalità dei frazionisti.
A tal fine si formula richiesta di accesso agli atti e di estrazione di copia in ordine ai seguenti atti ed alla relativa attività istruttoria e documenti detenuti da Codesto Settore: autorizzazione Comune di L'Aquila prot. 27754/2000 dell'11.7.00 (e progetto approvato dal CTR n. 397 del 3.5.99)>autorizzazione mutamento destinazione DH 16/197/Usi Civici del 30.11.01 >autorizzazione mutamento destinazione DH 16/1135/Usi Civici del 21.12.05 >nota Regione Abruzzo CTR prot. n. 209 del 21.1.05 >determina Comune di L'Aquila Settore Ambiente n. 77 del 27.6.05 >contratto di concessione rep. 25739 del 29.8.05 >autorizzazione Comune di L'Aquila 16.11.05 >convenzione 13 bis L.R. 54/83 stipulata per l'attività estrattiva in ampliamento >inventario demaniale e patrimoniale della frazione di Pescomaggiore >l’ammontare dei canoni introitati per mutamenti di destinazione e concessioni a terzi o alienazioni di terre civiche di Pescomaggiore, distinti per titolo >l’ammontare canoni di legittimazione e capitali di affrancazione riscossi, con separata indicazione dei proventi successivi all'adeguamento dei canoni imposto dalla L.R. 3/98 >lo stato giuridico della sede scolastica dismessa e del rifugio, parimenti dismesso, di fonte jonica
oggetto: mutamento di destinazione di terre civiche di Pescomaggiore e Paganica in favore di ZUGARO Guido S.a.s. per attività estrattiva - NCT Camarda Fg. 84, NCT Paganica Fgg. 21 e 22 – osservazioni art. 6 L.R. 25/88 ss. mm. - fogli n. 4
Preg.mo Settore,
in riferimento all'oggetto nella qualità di residente nella frazione di Pescomaggiore e di Presidente del Comitato in epigrafe, di cui si allega atto costitutivo debitamente registrato, mi rendo portavoce delle seguenti osservazioni avverse al proposto mutamento di destinazione sia in relazione alle terre civiche della comunità di Pescomaggiore (N.C.T. Camarda, Fg. 84), sia in relazione ai terreni tenuti dall'ASBUC di Paganica e S. Gregorio (N.C.T. Paganica, Fgg. 21 e 22).
Debbo innanzitutto rilevare che nemmeno in questa occasione la collettività di Pescomaggiore è stata debitamente e tempestivamente posta a conoscenza del procedimento in corso, datosi che la proposta non è stata affissa nella frazione né tantomeno notificata ai circa 40 frazionisti, da ritenersi perlomeno controinteressati (quali comproprietari collettivi delle terre civiche interessate e quali residenti e proprietari maggiormente svantaggiati dallo svolgimento dell'attività estrattiva). Allo stesso modo era rimasta all'oscuro del procedimento concluso con ordinanza dirigenziale Regione Abruzzo DH/16/197 Usi Civici del 30.11.01 di mutamento di destinazione per ampliamento (su circa 3 ha) dell'attività in essere - che avrebbe per contro dovuto cessare con ripristino dei luoghi entro il termine del 2009 fissato dalla precedente autorizzazione Comune di L'Aquila prot. 27754/2000 dell'11.7.00 - e del successivo procedimento che ha condotto alla determina Comune di L'Aquila Settore Ambiente n. 77 del 27.6.05 ed al contratto di concessione rep. 25739 del 29.8.05. Come successivamente era rimasta all'oscuro del mutamento per un ulteriore ampliamento dell'attività estrattiva nella vicinissima Valle Carbonara, promosso dalla ditta ZUGARO Guido S.a.s. il 21.6.06 ed assentito dal Consiglio Comunale lo scorso 26 febbraio. Eppure la partecipazione al procedimento della comunità frazionale che ha in proprietà collettiva i beni di uso civico (rectius: terre civiche) è ineludibile, in considerazione della prescrizione normativa per cui il mutamento di destinazione può concedersi solo ove “rappresenti un reale beneficio per la generalità degli abitanti”. Orbene, nel merito della questione, lo sviluppo dell'attività estrattiva – a maggior ragione ad i canoni irrisori per cui è stata assentita – non rispondeva e non risponde in alcun modo agli interessi dei frazionisti abitanti, né della più ampia comunità materiale e spirituale rappresentata dallo scrivente Comitato per le seguenti ragioni. L'attività produttiva in questione manifesta da tempo rilevanti impatti negativi per i residenti ed i dimoranti, sia per la notevole pericolosità della viabilità di accesso alla frazione (la S.P. N° 103) che per l'inefficiente abbattimento in sito delle polveri di escavazione e lavorazione che invadono la strada, i terreni circostanti e lo stesso abitato, con riduzione dei valori immobiliari e menomazione delle potenzialità di sviluppo turistico, anche per l'indiscutibile disvalore visivo costituito dalla demolizione di un'intera montagna con definitiva alterazione del paesaggio. Si ignorano i corrispettivi versati dalla ditta ed accantonati nell'interesse della frazione di Pescomaggiore, ma presumibilmente gli stessi sono del tutto insufficienti sia a fronte del profitto che ne ricava l'impresa che a fronte dei pregiudizi che si riversano sugli abitanti della frazione e titolari delle terre civiche e sul territorio. Se si tiene presente che l'attività estrattiva avrebbe dovuto cessare – ad avvenuto ripristino dei luoghi – dapprima nel 2006, quindi nel 2009, ad oggi nel 2020, si rende manifesto che l'ampliamento ulteriore da ultimo richiesto sulla vicina Valle Carbonara, rispetto al quale il mutamento di destinazione in esame si pone come propedeutico (non potendo, si spera, avviare un'ulteriore escavazione senza aver prima ripristinato l'area escavata per un trentennio) comporterebbe la definitiva destinazione alla sola attività estrattiva dell'intera area, annichilendo i valori ambientali e paesaggistici già compromessi ed ogni prospettiva di sviluppo rurale sostenibile e di riqualificazione dell'insediamento abitativo. Tutto ciò in assenza di un piano regionale delle attività estrattive che operi l'individuazione delle aree estrattive conciliandole con gli altri interessi pubblici e privati. Dovrà pure rappresentarsi che il 24.4.2006, oltre cinquanta tra abitanti di Pescomaggiore ed oriundi della frazione ivi proprietari di immobili, hanno in direzione opposta richiesto l'inserimento di parte del territorio frazionale all'interno del perimetro del Parco Nazionale. L'istanza è stata rivolta al Comune di L'Aquila tramite la Circoscrizione, che non risulta, però, aver mai esaminato la richiesta. Il che nulla toglie alla volontà di sviluppo dei frazionisti in direzione avversa a quella imposta dall'ulteriore ampliamento dell'attività estrattiva della ditta ZUGARO Guido S.a.s.. Poste queste preliminari osservazioni che si intendono valevoli per ogni altro analogo procedimento in essere eventualmente ignoto allo scrivente, l'istanza specifica che si osserva interessa le seguenti particelle del demanio civico di Pescomaggiore (Camarda, Fg. 84): 589, 597, 598, 78, oltre che le particelle (Paganica Fg. 22) 72, 126, 171, 172, 173, 174, 519, 520, 521, la cui appartenenza non si discute in questa sede, stante l'interesse anche ambientale delle terre civiche e la concretezza dei pregiudizi negativi che possono risultare agli organizzatori del Comitato ed all'intera frazione di Pescomaggiore dall'accoglimento della proposta di nuova destinazione (estrattiva). Tutte le particelle si presentano come finitime all'area già mutata di destinazione ed impiegata a cava dalla ditta ZUGARO S.a.s.. Il mutamento di destinazione è richiesto per “rimodellamento scarpata di cava e rinverdimento”. Al che dovrebbe riguardare (almeno) anche le parti in precedenza non mutate di destinazione delle p.lle 596 e 84 del demanio civico di Pescomaggiore e diverse altre particelle catastalmente in tenimento di Paganica. Al di là questa contraddittorietà dell'istanza, dalla quale non è data evincere la necessità e l'utilità del mutamento di destinazione, vi è che l'area in precedenza mutata di destinazione per venire concessa alla ditta in questione con contratto rep. 25739 del 29.8.05 per l'attività autorizzata con provvedimento n. 143 del 16.11.05, già ricomprendeva le superfici da utilizzare ai fini della rinaturalizzazione dei luoghi. Al contrario l'escavazione non doveva in alcun modo interessare particelle ulteriori né comportare modifica dei versanti, come invece si produrrebbe con la concessione delle terre civiche richieste, contermini alla strada pedonale Paganica – Pescomaggiore, posta ad una quota di ca 910 s.l.m., oltre 20 metri più in basso della cima posta sulla p.lla 586. Non è competenza dello scrivente dedurne la carenza tecnica della prima istanza ovvero il mancato rispetto delle prescrizioni di coltivazione, solo si osserva che si ritiene “normale” oggi necessario acquisire ulteriori terre civiche per un ripristino ambientale già dovuto ieri nell'ambito di una precedente concessione. Si porta al riguardo a conoscenza di Codesta Autorità che da una semplice osservazione visiva in loco, senza ausilio di adeguata strumentazione, ma con il riferimento dell'I.G.M. come rielaborata nel progetto di coltivazione, sembrerebbe che l'attività di escavazione abbia già interessato i terreni distinti in N.C.T. Paganica, Fg. 22, alle p.lle nn. 162, 169, 170, 171, 172, 173, 174, e Camarda, Fg. 84, p.lla 589. Tutti collocati all'esterno dell'area di cava autorizzata e per quanto riguarda le p.lle 171, 172, 173, 174 e 589 altresì di permanente natura demaniale civica con vincolo ambientale. Risulta in proposito che tra un occupatore abusivo della p.lla 174, già avente avanzato richiesta di legittimazione alla regione Abruzzo, e la ditta in questione è pendente un giudizio possessorio proprio per l'invasione e l'escavazione del detto terreno con danneggiamento alle colture. Più in generale si osserva come non risulti in alcun modo considerato, nei precedenti mutamenti di destinazione e con riferimento alle terre civiche residue, il manifesto mancato rispetto delle distanze imposte dall'art. 891, senza che per tanto sia previsto un debito indennizzo della comunità titolare. Il che suggerisce l'esigenza di un controllo ispettivo sull'attività in essere per come ad oggi svolta ed un riesame dei complessivi rapporti intercorrenti con la ditta in questione, specie per conto della comunità di Pescomaggiore. Risulta che la ditta ZUGARO S.a.s. abbia richiesto il mutamento di destinazione di ulteriori terre civiche gestite dall'ASBUC di Paganica e S. Gregorio a completamento del progetto di ampliamento in località Valle Carbonara (fronteggiante l'abitato di Pescomaggiore e l'attuale fronte di cava) che inavvertitamente il Consiglio Comunale ha già assentito come sopra richiamato. Si chiede ora dall'impresa concessionaria l'acquisizioni di ulteriori aree, in precedenza non indicate e non considerate nella valutazione, per la realizzazione di una struttura permanente di trasporto del materiale di cava, con attraversamento della strada provinciale, dalla nuova area estrattiva alla precedente, dove rimarebbero in funzione gli impianti di lavorazione. Con l'effetto che seppure vi fosse una rinaturalizzazione delle aree fin qui escavate, nessun vantaggio ne deriverebbe alla frazione di Pescomaggiore, ma solo una beffa, poiché a ridosso dell'area rinaturalizzata continuerebbero a funzionare – si immagina con la stessa dubbia efficienza odierna – i rumorosi impianti di frantumazione e lavorazione, rendendo permanente sia il prelievo idrico dalla sottostante falda acquifera (per quanto risulta, mai quantificato) che la consistente produzione e rilascio di polveri nei terreni e nell'aria. Ad avviso dello scrivente, insieme al complesso dei rapporti con la ditta ZUGARO Guido S.a.s. è l'intero progetto di ampliamento dell'attività estrattiva in essere a dover essere riesaminato.
Per le ragioni sopraesposte si formula opposizione al proposto mutamento di destinazione.
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